Un viaggio di cuore nell’opera di un personaggio straordinario quale è Pier Paolo Pasolini, “un’anima in pena, sublimemente poetica, alla costante e rabbiosa ricerca della verità che ci circonda anche se complessa, che è quello di cui ancora e soprattutto oggi abbiamo bisogno di fare per risvegliare le coscienze assopite”: un pezzo teatrale, quello che Mino Manni ha offerto al pubblico del Fol in Fest, che è una continua scoperta dell’arte poliedrica del “poeta, ma anche scrittore, musicista, pittore e regista” e dell’uomo, scomparso 50 anni fa e sempre relegato, in vita come dopo la morte, in un limbo di indifferenza e ostracismo.
Il secondo dei tre appuntamenti di anteprima del Fol in Fest 2025 è andato in scena nel cortile interno dell’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, uno dei partner sostenitori del festival della montagna, promosso dai comuni di Alta Val Tidone, Morfasso, Ottone e Ferriere, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione che si terrà nei quattro paesi della provincia di Piacenza dal 23 al 27 luglio prossimi.
“Lo spettacolo che fortemente abbiamo voluto ospitare all’interno del festival e per cui ringraziamo Mino Manni e gli altri interpreti – commenta Massimo Polledri, direttore artistico del Fol in Fest – ha messo in luce l’attualità di un artista pur scomparso da 50 anni e la profondità di un uomo che ha cercato l’anima, sua e dei tempi. che Pasolini fu profeta e critico dell’idolo del consumismo, quello che ai suoi tempi offriva i primi elettrodomestici e le prime auto, ma in cambio chiedeva, come tutti gli idoli, un tributo in oro che era la perdita di certe libertà, delle proprie radici. Una situazione quanto mai attuale che coerente con l’edizione di quest’anno della rassegna e che approfondiremo con l’appuntamento di sabato prossimo alla presenza di S.E. il Vescovo e di due intellettuali come il poeta Rondoni e lo scrittore Buttafuoco”.
Oltre un’ora di recital totale quello di Mino Manni di fronte a un pubblico partecipe e a tratti sbalordito. “Chi viene agli spettacoli su Pasolini – sottolinea Manni – scopre di lui tante cose nuove, a partire dal fatto che non fu solo un poeta universale come Pascoli o Carducci, ma anche un sublime sceneggiatore e paroliere di canzoni famose. Portare in scena Pasolini è sempre un piacere immenso, il trasmettere la sua rabbia e la sua ferocia; è stato un portatore sano di vita potente che sveglia le coscienze e si merita molto di più ancora oggi, non ricordandolo come è stato fatto alla maturità con una poesia che è più leopardiana che pasoliniana”.
Ad accompagnare lo spettacolo, in un concerto per musica e parole, tre straordinari artisti come Silvia Mangiarotti al violino, Francesca Ruffilli al violoncello, Mattia Signaroldi alla chitarra e la cantante Elisa Dal Corso, che Manni vuole ringraziare “perché sanno con la loro musica accompagnare un recital che racconta tanti aspetti e mille emozioni”.
Prossimo appuntamento. Dopo la camminata archeologica al Monastero di Tolla in occasione del solstizio di sabato scorso e dopo lo spettacolo “Tutto il mio folle amore” di Mino Manni, è tempo della terza anteprima per il Fol in Fest. Sabato 28 giugno, alle ore 21.00, sempre presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in Via Sant’Eufemia 12, moderato dal direttore artistico Massimo Polledri, si terrà l’importante incontro “L’anima e gli idoli di oggi” a cui interverranno S.E. il Vescovo Mons. Adriano Cevolotto, Davide Rondoni Presidente del comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e Pietrangelo Buttafuoco, Presidente Fondazione Biennale di Venezia. Ingresso libero.

