C’è chi lo considerava di origine genovese, chi piemontese o delle marche, aree geografiche dove è ugualmente diffuso come in Alta Val Tidone, ma in realtà il gioco del trucco o truco in lingua originale nasce in Argentina e da qui si diffonde in Italia grazie agli emigrati che dopo mesi o anni di lavoro in Sud America rientravano alle proprie case. Il gioco di carte che unisce abilità e fortuna, capacità di bluff e memoria, è diventato un collante di un’intera comunità che non disperde le proprie radici ma da quelle trova il valore dello stare insieme. In Alta Val Tidone è in corso così la 13esima edizione del Campionato Mondiale di Trucco, organizzato da Curte Neblani in collaborazione con l’Amministrazione comunale e inserito nel programma del Fol in Fest che ha voluto dedicare la seconda giornata del festival all’Argentina nel giorno, il 9 luglio, in cui nello stato sudamericano si festeggia l’indipendenza.
Non solo quindi il gioco di carte, ma anche cucina argentina e tango in una giornata che si apre con il convegno “Dall’Argentina all’Alta Val Tidone. La risalita dell’emigrazione e il gioco del trucco”. A parlarne è stato, introdotto dall’Assessore alla Cultura del Comune di Alta Val Tidone Giovanni Dotti, il presidente dell’associazione italiana di Truco Argentino, Julian Luppi, che ha parlato della sua esperienza di immigrato in Italia e dell’aver ritrovato le proprie radici nel gioco di carte che conosceva in patria e di aver voluto celebrarlo con un’associazione ad hoc, tanti eventi e un cortometraggio che è in fase di preparazione.
Luca Sessarego, vice presidente dell’associazione liguri nel mondo, ha confermato come anche lui, nella frazione del comune di Bogliasco che porta il suo nome, pensasse da piccolo che il trucco fosse un gioco ligure. “Anche le mie zone – ha detto – sono caratterizzate da un’antica emigrazione in Sud America da dove il trucco è stato importato. Abbiamo dato vita a un’associazione, Sessarego nel mondo che contribuisce a diffondere la nostra cultura e a recuperare gli emigrati e i loro discendenti sparsi in varie parti del pianeta. Il gioco del trucco è stato ed è un ponte culturale per noi e un collante che attrae nel nostro territorio visitatori e turisti discendenti di quegli emigrati o chi comunque ha potuto conoscere quelle storie”.
Il Turismo delle Radici, progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale inserito nel PNRR, attraverso il programma ITALEA promuove verso italiani all’estero e discendenti di emigrati, la conoscenza delle proprie radici in Italia fornendo un insieme di servizi per agevolare il viaggio in Italia. Anche il Comune di Alta Val Tidone ha abbracciato lo scorso anno il progetto Turismo delle Radici individuando come elementi di collegamento tra passato e futuro i Mulini storici del territorio e oggi il gioco del Trucco. Ad illustrare il progetto nel corso del convegno è stata la Dott.ssa Leticia Carpinelli, rappresentante di Italea Emilia-Romagna.
Dal gioco del Trucco e dalle sue implicazioni popolari e di radicamento culturale è stato, infine, il Prof. Sabatino Annechiarico, Docente a contratto dell’Università dell’Insubria e Studioso dei rapporti culturali, linguistici ed emigratori tra Italia e Argentina. Migrante, figlio di immigrati italiani in Argentina., crittore, giornalista, docente, ricercatore e conferenziere, Annechiarico è nato nel 1951 a Buenos Aires da genitori italiani e vive in Italia dal 1985, dove svolge le sue attività che riguardano prevalentemente la storia e la geopolitica latinoamericana, le politiche migratorie e il giornalismo specializzato in turismo nei paesi di lingue neolatine. “Il gioco del trucco – ha detto – è un fortissimo collante per una particolarità che non è da sottovalutare, nasce dalla gente, in modo spontaneo dalla gente. Possiamo dire che è un gioco popolare e non è un gioco inventato a tavolino dove si vanno a dettare le regole, dove ci sono degli accademici che scrivono come si dovrebbe giocare. No, nasce, forse esagero, dall’anima e dal cuore della stessa gente. Per questo è un collante di diverse lingue e diverse culture, perché dopo si va a adeguare, proprio perché ha quella radice popolare, naturale della gente”
E di gente nella piazza di Nibbiano a giocare a trucco ce ne era tanta, compreso il Sindaco Albertini, tutti pronti a sfidarsi e a ritrovare le proprie radici per guardare al futuro. Anche questa è allenarsi alla risalita come l’edizione 2026 del Fol in Fest invita a fare.
Il Fol in Fest, promosso dai Comuni di Alta Val Tidone, Ferriere, Morfasso e Ottone, ha il patrocinio del Ministero del Turismo, di Provincia di Piacenza, Montagna Mia, Parco Culturale Ecclesiale e Associazione Italiana Trucco Argentino. Ha il contributo di Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio Emilia, Fondazione Piacenza e Vigevano, Banca di Piacenza, Allied Group e ALS.
Tutte le informazioni sul programma sono consultabili sul sito folinfest.it e sui profili social.

